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Capodanno ad Ibiza - Diario di bordo

FormenteraCapodanno a Ibiza 2008-2009
questa era la proposta
cose ci fosse dietro non lo sapevo
e non potevo immaginarlo
ma perché non accettarla.

La proposta viene dal quadrante
nella persona di Pino Siracusa,
l’ho rivisto qualche mese fa alla partenza della giraglia
lo ricordo al quadrante
e vagamente all’1c
corso comunque sofferto.

Bene, accettata la proposta, partiamo.
Alcuni dati:
andata, 27 dicembre 2008
partenza da Roma, ore 08.55, arrivo a Barcelona, ore 10.40
partenza da Barcelona alle ore 20.40, arrivo a Ibiza, ore 21.40
ritorno, 03 gennaio 2009
partenza da Ibiza, ore 12.40, arrivo a Barcelona, ore 13.25
partenza da Barcelona, ore 18.55, arrivo a Roma, ore 20.40 (più un’ora e mezza di attesa bagagli).

Il 27 a Barcelona arriviamo di mattina presto, stando ai ritmi espanoli,
autobus dall’aeroporto a Plaza de la Catalunia e da li, via per La Rambla
ovviamente tutto funziona
l’autobus passa ogni sei minuti, è pulito, silenzioso, con la musica ben diffusa. impiega circa mezzora, a seconda del traffico, ovviamente, ma anche il traffico in questa città è calcolato.

Barcelona sembra organizzata, almeno quel minimo che noi romani solo ci sogniamo.

Siamo sorridenti mentre
attraversiamo la città con la guida sotto il braccio
andiamo di filato a vedere casa Battlo
le curve e il legno di Gaudì emozionano
e cullati già dalle sue forme
pregustiamo il mare
mentre ordiniamo sangria e paella in un ristorante del centro
prima di fare tappa da decathlon per gli ultimi acquisti - utili e non -
e partire a bordo del kais
che troviamo al porto di Ibiza avvolta da una tenue coltre di nube umida e notte.

L’altro equipaggio, di milanesi, è già arrivato, nel pomeriggio, e ha preso il comando di koira
bavaria 37 lucido e performante
rispetto a noi zozzoni e scostanti.

Il cb lo troviamo ad attenderci all’ingresso del porto con l’aria pulita e il sorriso, asciutto e sereno.

Bene, siamo in crociera
troviamo a bordo un minimo di cambusa gentilmente fattaci nel pomeriggio dai nostri compagni e una smodata quantità di alcolici lasciati dai nostri zozzi predecessori
salpiamo il 28 mattina intorno alle dieci, rotta Sant’antoni, passando all’esterno dell’isola di Es Vedrà
decidiamo, contrariamente ai nostri programmi iniziali, di circumnavigare l’isola da ovest ad est e partiamo con vento da est al traverso, onda nervosa.

FormenteraIl vento è in diminuzione e proseguiamo placidi con le nostre andature portanti
il kais
“sarchiapone di barca”
ha solo bisogno di una scrostata
sotto e sopra
e pure dentro
intanto noi di Caprera navighiamo
d’inverno nel mare sud baleari.

Il cb protegge le nostre spalle
e il suo silenzio vale oro
e a bordo del Kais impariamo tante cose
e facciamo le nostre miglia.

Il vento ci accompagna sempre da est, sud-est, navighiamo per lo più al traverso
salvo due ore di regalo di capodanno
di bolina verso Es Vedrà, solcando pesanti un’onda lunga, formata e formosa
elegante e splendida davanti a noi.

Siamo ordinati
abbiamo una vera e propria contabilità
e vantiamo a bordo un’illustre mente matematica
che al momento giusto sforna per noi frittata di cipolla
e gli vogliamo bene.

Dividiamo gli spazi
condividiamo i momenti comuni
facciamo colazione insieme
e piano piano avanziamo in mare e in noi.

Ma il kais è sempre più sporco
fin quasi a diventare inospitale.
A Sant’antoni un nostalgico cafè del mar
spogliato per l’inverno
mette un po’ di tristezza
ma saremmo forse più tristi a vederlo brulicante di sfaccendati al sole.

Il 29 proseguiamo il nostro giro
visitiamo forse l’unica vera bella spiaggia di Ibiza, San Miguel
e dormiamo in rada a Portinatx.

La mattina al risveglio il sole spunta tra sparse nuvole grigie
e i colori del mare sono così umidi
che il nostro fotografo di bordo
non sa perdere l’occasione
e dopo anni
torna a scattare
interrompendo il silenzio
nel suo naturale battito di ciglia.

FormenteraPranziamo all’Isla de Tagomago nell’Olla de tramontana
in maglietta, al sole
di un caldo indimenticabile 30 dicembre
e ancora intiepiditi dall’abbondante pranzo
facciamo rotta su Sant’eularia, dove abbiamo deciso di trascorrere la fine dell’anno
cenando insieme sul Koira.

Per la cena del 31
il comando della cucina viene assunto dal fotografo
che anche in questo campo mostra la sua arte
e gliene siamo grati
la nostra sangria è morbida e dolce e soprattutto buona.

E la mezzanotte arriva
puntuale come sempre
e contiamo i famosi, e speriamo davvero fortunati, 12 chicchi di uva
perché paese che vai usanza che trovi
e noi la rispettiamo.

Ma siamo pur sempre a Ibiza! E i più audaci, resi ladri dall’occasione di un taxi pronto a salpare per el Pacha, si immergono in una notte di paiette, pantaloni di pelle, stivali ghepardati, donne dalle gambe lunghissime, e musica tutto intorno, splendida musica che smettere di ballare proprio non si dovrebbe, ma siamo marinai e il riposo vale caro
un paio d’ore bastano però a dire: ora capisco perché a Ibiza ci si va per ballare.

E questo è il primo giorno dell’anno
ognuno trascorre le prime ore a modo suo
e chissà se per tutti le prime ore sono state poi davvero importanti
chissà se avevamo desideri da esprimere, buoni propositi da avanzare,
o solo un giorno come tanti da passare
ma è un buongiorno, e inizia un buon anno.

Allora mille auguri
perché chi ben comincia, si sa, è a metà dell’opera.

FormenteraSalutiamo Ibiza per fare rotta su Formentera,
selvaggia e sottile,
il porto è deserto
ma è nuovo e bello
e mentre veleggiamo lenti al tramonto
ecco sciogliersi i sorrisi.

E la libertà arriva lì
nel gesto di chi
finalmente
si abbandona comodo a sedere sotto vento
carezzando solidamente
e quasi pigramente
la ruota tra le proprie dita

tanto comodo
fin quasi a sporgere la schiena
a scorgere un sorriso
a far vivere occhi e orecchie
aperti al loro senso
e concentrati al loro lavoro
mare, vento e vele.

Il 2 ci disperdiamo un po’
chi in giro in macchina, chi a piedi
chi a est, chi a ovest
ma è una bellissima giornata, c’è il sole
e Formentera lascia immaginare la sua bellezza estiva
e camminando camminando per campagne profumate
ci si disperde tra muretti a secco e barche in legno,
a secco anche loro
fino ai mulini a vento
tra mille puntini viola su una distesa verde.

Nostalgia delle ultime sere
osservo dalla prua
la sera calare
sull’olio azzurro del porto
fari silenti e lontani
pace intorno
e le luci
accese.

Rientro a Ibiza
tramonto leggero e timido tra le nuvole
mille colori, odori, sapori

“qui oggi
e soltanto oggi
tenue
la terra all’orizzonte
di nuovo appare”

e allora la malinconia di dover lasciare il mare
col suo ondeggio.

Ma entriamo a Ibiza al crepuscolo
con la rocca illuminata
e sembra davvero una cartolina.

La cartolina che vi spedirei, se questo viaggio non lo aveste fatto con me.MLM

MLM

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